Ecco la pagina di Wikipedia che abbiamo creato: Gabinetto di Fisica di Alessandro Volta.
Anna Valentini
Lucia Stefanini
Dean Kos
giovedì 27 novembre 2014
domenica 23 novembre 2014
Lezioni 14, 20 e 21 novembre
Un breve riassunto delle ultime lezioni: venerdì 14 abbiamo imparato ad utilizzare Prezi, un software di presentazioni molto diverso da PowerPoint, decisamente più dinamico.
Il 20 e 21 abbiamo invece lavorato su wikipedia e ciascun gruppo ha implementato una voce, partendo da quella del Museo per la storia dell'Università. Venerdì abbiamo anche discusso brevemente sui blog, molto diversi l'uno dall'altro, che avete proposto nei post precedenti.
Il 20 e 21 abbiamo invece lavorato su wikipedia e ciascun gruppo ha implementato una voce, partendo da quella del Museo per la storia dell'Università. Venerdì abbiamo anche discusso brevemente sui blog, molto diversi l'uno dall'altro, che avete proposto nei post precedenti.
sabato 22 novembre 2014
HUMANS OF NEW YORK
the #1 NYT bestselling book
Humans of New York è un blog seguito da oltre otto milioni di persone ed è stato creato nel 2010 da Brandon, fotografo e artista molto appassionato. Il suo lavoro rappresenta una mappa di foto e racconti appartenenti a 10.000 abitanti di New York, raccolti da lui stesso nel corso degli anni tramite un minuzioso e attento collage di citazioni e piccole narrazioni rubate ai passanti.
Ciò che colpisce ad un primo sguardo sono la moltitudine e la varietà di storie archiviate, che si differenziano notevolmente l'una dall'altra per tematiche e significati posseduti, nient'altro che momenti di vita quotidiana o memorabili episodi del passato capaci di emozionare, stupire e fare semplicemente riflettere chiunque di noi, a prescindere dalla nazionalità, età od orientamento religioso. Se invece si approfondisce la lettura, a mio parere si scoprono cose molto profonde, come ad esempio la saggezza che può emanare un bambino con una semplice frase detta sovrappensiero o, perché no, la grande, ironica, incontestabile stranezza che caratterizza l'essenza stessa dell'esistenza umana. Anche le foto sono decisamente suggestive, mai casuali, sempre incentrate sullo sguardo delle persone che, serio o sorridente, è in grado di comunicare forse anche di più delle parole stesse.
La prima volta che mi ci sono imbattuta è stato grazie ad un'amica, e ho letto la storia di due neuroscienziati la cui testimonianza voglio riportare qui in seguito, poiché mi rimase subito impressa. Successivamente, scorrendo il blog, altre toccanti e curiose vicende riguardanti i più diversi argomenti mi hanno convinta che si tratta senza dubbio di un gioiello di originalità e simpatia nella vastità di noiose banalità che si trovano sul web. Certo, occorre fare uno sforzo di traduzione, ma... è totalmente ricompensato, trust me!
Lasciatevi coinvolgere da HONY :)
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"Qual è la cosa riguardo gli occhi che la maggior parte delle persone non sa?"
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"Gli occhi non vedono. Il cervello vede. Gli occhi si limitano a trasmettere. Quindi ciò che noi vediamo non è unicamente determinato da quello che proviene dalla vista. Quello che vediamo è influenzato da ricordi, sentimenti e ogni cosa che è venuta prima."
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sabato 15 novembre 2014
Intervista ad un'edublogger.
Come commento e discussione di un blog ho deciso di presentare un'intervista che ho rivolto personalmente a Maestra Simona, una edublogger dal 2012. Il suo blog è Scuola condivisa ed è indirizzato ai bambini della scuola primaria. Ho rivolto a lei le domande su cui si sviluppa il mio interesse, riguardanti in particolare la didattica e l'utilizzo di nuove tecnologie per l'apprendimento.
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Perché un blog?
Ho sempre avuto interesse per le nuove tecnologie, ritenendole un’importante risorsa per l’apprendimento. Il blog è nato come diario di una classe di scuola primaria, per questo il titolo iniziale era: "Siamo in seconda" . La prima idea era quella di lasciare una traccia del percorso scolastico di una classe seconda, quindi quella di un blog che si sviluppava in un tempo determinato (settembre -giugno).
In realtà il blog ha avuto un percorso diverso, pian piano è cresciuto e si è aperto alla nuova dimensione di Blog didattico, da qui anche il cambio del titolo: "Scuola Condivisa".
Da dove nasce questo nuovo titolo?
Scuola Condivisa è il titolo di un progetto didattico che si rifà in parte alle esperienze di Scuola senza Zaino, progetto attivo in alcune scuole della Toscana. L’idea di fondo è creare un ambiente collaborativo dove i bambini condividono saperi e materiali.
Quali tematiche propone il blog Scuola Condivisa?
Obiettivo del blog è presentare nuove pratiche didattiche, in parte anche supportate dalla tecnologia. Numerosissimi siti presentano tools che possono essere di aiuto all’apprendimento, soprattutto creare motivazione e interesse. Nel blog cerco di proporre questi strumenti e mostro l’applicazione nella pratica didattica avendoli precedentemente sperimentati in classe.
Anatomia dell'Oculus Rift
Il Rift di Oculus prende il nome dall'idea che questo strumento crei realmente una frattura tra il mondo virtuale e quello reale. I suoi precursori sono stati molteplici e l'idea che si potesse allargare la realtà intorno a noi grazie ad un dispositivo tecnologico ha pian piano preso piede. Al giorno d'oggi, dopo che Facebook l'ha acquistato per 2 miliardi di dollari, l'Oculus Rift è il fiore all'occhiello della realtà aumentata e della tecnologia indossabile. Vediamo la sua anatomia, ovvero i componenti principali che lo rendono unico nel suo genere.
Il cervello
La difficoltà principale per un'esperienza realistica è far sì che l'immagine cambi in seguito a movimenti della testa, in modo preciso e senza scarti temporali percepibili. Per rendere tutto questo possibile, Rift combina i dati di un giroscopio, di un accelerometro e di un magnetometro. In più, registra 1000 letture al secondo, consentendo di prevedere i movimenti e di prerendirizzare le immagini, risparmiando preziosi millisecondi di latenza
Lo schermo
Il migliore schermo a cristalli liquidi può impiegare 15 millisecondi perchè i suoi pixel cambino colore. Questo tempo è troppo lungo per il Rift, che deve rispondere in modo pressochè simultaneo al movimento della testa. Perciò, vengono utilizzati schermi Amoled, che riescono a cambiare colore in meno di un millisecondo. Inoltre è garantito il fatto che l'immagine non si offuschi a seguito di un movimento brusco della testa.
Le ottiche
L'obiettivo è quello di avere un'immagine che riempia il tuo intero campo visivo, senza distorsioni. Questo tipicamente si realizza con lenti pesanti e costose. Rift utilizza lenti da poco prezzo e, ad esempio, gli sviluppatori dei giochi ne tengono conto distorcendo l'immagine in modo che appaia in modo corretto.
Il tracking di posizione
Con i visori del passato potevi guardarti attorno ma non muoverti. La minuscola videocamera esterna di Rift, da posizionare accanto a te, monitora 40 led a infrarossi sul visore registrando il movimento e consentendoti di muoverti nello spazio intorno a te.
Come visto, quindi, le potenzialità e le raffinatezze di questo dispositivo sono enormi, e io sono fiduciosa sul fatto che in futuro si troveranno delle applicazioni interessanti e utili per la scienza. Per adesso, dobbiamo solo fermarci a pensare se questo tipo di dispositivi non ci stia allontanando sempre di più dalle sensazioni e dalle emozioni. Io penso che la consapevolezza sia necessaria in ogni ambito dell'esistenza di una persona, quindi credo che ognuno di noi saprà utilizzare nel modo migliore queste tecnologie che cambieranno il nostro modo di vedere le cose.
Anna Valentini
Il cervello
La difficoltà principale per un'esperienza realistica è far sì che l'immagine cambi in seguito a movimenti della testa, in modo preciso e senza scarti temporali percepibili. Per rendere tutto questo possibile, Rift combina i dati di un giroscopio, di un accelerometro e di un magnetometro. In più, registra 1000 letture al secondo, consentendo di prevedere i movimenti e di prerendirizzare le immagini, risparmiando preziosi millisecondi di latenza
Lo schermo
Il migliore schermo a cristalli liquidi può impiegare 15 millisecondi perchè i suoi pixel cambino colore. Questo tempo è troppo lungo per il Rift, che deve rispondere in modo pressochè simultaneo al movimento della testa. Perciò, vengono utilizzati schermi Amoled, che riescono a cambiare colore in meno di un millisecondo. Inoltre è garantito il fatto che l'immagine non si offuschi a seguito di un movimento brusco della testa.
Le ottiche
L'obiettivo è quello di avere un'immagine che riempia il tuo intero campo visivo, senza distorsioni. Questo tipicamente si realizza con lenti pesanti e costose. Rift utilizza lenti da poco prezzo e, ad esempio, gli sviluppatori dei giochi ne tengono conto distorcendo l'immagine in modo che appaia in modo corretto.
Il tracking di posizione
Con i visori del passato potevi guardarti attorno ma non muoverti. La minuscola videocamera esterna di Rift, da posizionare accanto a te, monitora 40 led a infrarossi sul visore registrando il movimento e consentendoti di muoverti nello spazio intorno a te.
Come visto, quindi, le potenzialità e le raffinatezze di questo dispositivo sono enormi, e io sono fiduciosa sul fatto che in futuro si troveranno delle applicazioni interessanti e utili per la scienza. Per adesso, dobbiamo solo fermarci a pensare se questo tipo di dispositivi non ci stia allontanando sempre di più dalle sensazioni e dalle emozioni. Io penso che la consapevolezza sia necessaria in ogni ambito dell'esistenza di una persona, quindi credo che ognuno di noi saprà utilizzare nel modo migliore queste tecnologie che cambieranno il nostro modo di vedere le cose.
Anna Valentini
mercoledì 12 novembre 2014
Lezione giovedì 13 sospesa
La lezione di domani sarà spostata, come deciso nell'ultima lezione, a giovedì 27, causa inaugurazione dell'anno accademico
sabato 8 novembre 2014
Blog sulla realtà aumentata
http://www.augmentedrealityformarketing.eu/
volevo condividere con voi questo blog fatto molto bene, ovviamente a mio modesto parere, sulla realtà aumentato da questo ragazzo che ha incentrato la sua tesi di laurea proprio sulla realtà aumentata e il marketing.
Grazie dell'attenzione
Prette Martina
volevo condividere con voi questo blog fatto molto bene, ovviamente a mio modesto parere, sulla realtà aumentato da questo ragazzo che ha incentrato la sua tesi di laurea proprio sulla realtà aumentata e il marketing.
Grazie dell'attenzione
Prette Martina
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